Lo smeraldo: significato, caratteristiche, curiosità

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Scopriamo tutto sullo smeraldo: significato, caratteristiche e qualche curiosità. Ecco quello che c'è da sapere sulla pietra tanto amata anche da Cleopatra.



Lo smeraldo è senza dubbio una delle pietre più nobili in natura.
Si tratta di una splendida varietà di berillo: il suo colore vivace è dovuto a tracce di cromo che sostituiscono ioni di alluminio nel reticolo cristallino del berillo. Esistono smeraldi dal verde pastello al verde cupo, con svariate sfumature bluastre, brune, grigiastre o giallognole.
Il suo colore è sempre stato il simbolo della serenità, della speranza e dell'inesauribilità della natura.

Il suo nome deriva dal greco σμάραγδος (smaragdos) e significa ”gemma verde”. Molti studiosi però ritengono che la vera origine del nome sarebbe izmargad, termine semitico che significherebbe ”pietra verde’.
Prediletto dagli antichi egizi che ne avevano ricchi giacimenti, raro e costoso, la sua fama si diffuse in tutto l' Oriente e l' Occidente: Cleopatra è nota per il suo profondo amore per gli smeraldi - non solo indossava meravigliosi gioielli con smeraldi incastonati, ma aveva anche l’usanza di consegnare ai suoi dignitari uno smeraldo con incisa la sua immagine, come segno di omaggio.

Tra gli smeraldi più preziosi spicca sicuramente lo Smeraldo Colombiano: sinonimo di qualità superiore e molto richiesto sul mercato, è però difficilmente reperibile.
Altri giacimenti si trovano in Zambia, Afghanistan, Pakistan, Zimbabwe e Brasile.
Proprio nella miniera brasiliana di Minas Gerais si estrae lo Smeraldo Nova Era, che somiglia molto allo Smeraldo Colombiano per la sua bellezza classica dalle tonalità che passano dal verde tenue a un verde più intenso.
Un’altra varietà si estrae sui Monti Rurali in Russia, dove gli esemplari si distinguono per la loro purezza e un colore verde bluastro.



Curiosità - La storia di Tena e Fura
In Colombia esistono due esemplari di smeraldi chiamati Tena e Fura: la loro nascita deriverebbe dalla travagliata storia d’amore tra, appunto, Tena e Fura, appartenenti a due casate in lotta tra loro.
La leggenda dei due innamorati ricorda moltissimo quella di Romeo e Giulietta, decantata da Shakespeare. Il giovane Tena, dopo essersi innamorato clandestinamente di Fura, si suicidò: le lacrime di Fura, cadute a terra non appena scoperta la morte del suo innamorato, avrebbero prodotto meravigliose pietre verdi.